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24 hours in Verona


 24 hours in Verona - diario di viaggio
14.03.2015



Sabato, ore 4 e 45 del mattino: mi desto non appena sento la prima vibrazione del telefono, mi catapulto in bagno e mi lavotruccovesto come neanche un trasformista da guinness world record.

Ore 5 e 15: esco di casa catturata dai primi raggi di s...folate di vento a 100km/h, armata solo di coraggio, ombrellino, diario, penna, matite, tessere, documenti, acqua da litro, telefono, cibo, fazzoletti, amuchina, cappello di lana, guanti, no ok un sacco di roba ma vi giuro non sembrava tanta ammucchiata sul letto.


Ore 5 e 29: una volta sul treno cerco di chiudere la borsa che mossa da spinte indipendentiste non sembra avere alcuna intenzione di seguire la mia volontà.

Ore 6: dopo aver tirato fuori tutto il contenuto un numero irripetibile di volte e provato a reinserirlo con la delicatezza e la pazienza che da sempre mi contraddistingue dichiaro la missione fallita e la borsa che ormai gode di vita propria mi offre il gentile compromesso di restare semiaperta.


ore 6 e 50: salgo sul secondo treno e mi abbandono tra le braccia di Morfeo che no non è un Dio ma una signora ben piazzata di cui ricorderò per sempre i gomiti. grazie.


Ore 7 e mezza: sto per raggiungere l'ohm peccato dover riprendere coscienza di me e didovecacchiohomessoibiglietti.


Ore 8 e 20: arrivo a Verona che davvero fatemi santa voglio un premio possibilmente biscotti tanti e al cioccolato e invece arrivo alla fermata e perdo il bus.


Ore 8 e 40: arrivo in Piazza Brà e mi infilo nella biglietteria per fare la Verona Card, praticamente siamo soltanto io, la bigliettaia, gli operai che stanno sistemando un palco al centro dell'Arena, un selfie-stick e molta vergogna al seguito.


Praticamente un uovo
(no, non sono riuscita a fare di meglio)


Da Piazza Brà proseguo verso Via Mazzini, la via dei negozi, serrande abbassate e nessuna tentazione in vista.
Arrivo quindi in Piazza delle Erbe, ex foro romano e centro storico di Verona. 
I miei occhi non sanno bene dove guardare.
Li spargo un po' ovunque. 









Di fronte a me ci sono una decina di banchetti, è giorno di mercato e metto subito gli occhi su un bicchiere macedonia di frutta con anche il cocco sì dopo lo passo a prendere.

Scopro che la fontana al centro della Piazza si chiama Madonna Verona ed è del 380 a.C.

La statua ha comunque meno occhiaie di me.



Molte delle facciate delle case riportano stralci di affreschi; Verona in passato era conosciuta come "urbs picta", città dipinta. Avrei voluto esserci e vederla allora.



Vorrei salire sulla Torre dei Lamberti ma non sono ancora le 10 quindi mi metto alla prova e passo sotto all'Arco della Costa per spostarmi in Piazza dei Signori.
Dal 17° secolo, dalla volta di questo arco, pende una costola di balena e secondo la leggenda questa si staccherà e cadrà a terra quando una persona onesta e pura di cuore vi passerà sotto.
Ci passo sotto almeno due o tre volte ma niente, il mio sogno va in fumo.

Non è ancora il mio giorno. 


Vedo la statua di Dante e mi lascio un po' trasportare.

Il sommo Poeta ha camminato per questa piazza.

Proseguendo ancora mi imbatto nelle Arche Scaligere, un complesso funerario in stile gotico che ospita le tombe di alcuni dei membri della famiglia Della Scala.



Arrivo di fronte alla Casa di Romeo.

"Vieni a veder Montecchi e Cappelletti,

Monaldi e Filippeschi, uom sanza cura:
color già tristi, e questi con sospetti!"
"Vieni a veder la gente quanto s’ama!

e se nulla di noi pietà ti move,
a vergognar ti vien de la tua fama."
(Canto VI, Pg.)


O, Where is Romeo? 
Tut, I have lost myself. I am not here.
This is not Romeo. He’s some other where.

E' troppo presto per entrare in qualsiasi museo quindi decido di sedermi su una panchina al parco. 


Vedo questo e penso all'ordine cosmico intorno a me e mi domando come mai continuo a sentirmi spaesata.
Quindi mi dirigo verso la Casa di Giulietta.

Ha appena aperto eppure ci sono già tanti turisti orientali e riesco a malapena a ricavarmi una postazione per scattare qualche foto. 
Non tocco le tette alla statua di Giulietta perché intanto sono sfigata a prescindere.




Che. imbarazzo. scattarsi. dei. selfie. in. pubblico.
 Finalmente entro e un raggio di sole filtra dalla finestra proprio mentre sto leggendo alcune pagine della famosa tragedia.


"Oh, ma quale luce irrompe da quella finestra lassù? 
Essa è l'oriente, e Giulietta è il sole. 
Sorgi, bel sole [...]"





Il famoso letto utilizzato durante la trasposizione cinematografica di Romeo e Giulietta di Zeffirelli.





Arriva il momento. Capisco che devo scrivere anche io una lettera a Giulietta, o meglio, alle sue segretarie. Si dice che rispondano a tutti. Punto sul fattore probabilità.
Non pubblico qui il mio pensierino di cinque righe sull'amore perché non voglio far sfigurare i bigliettini che inviavate alla materna alla bambina bionda con gli occhi azzurri quando ancora non sapevate scrivere. Se non è venuto un granché comunque, è solo perché non avevo nessun modello di riferimento. Da brava bambina castana e con gli occhi marroni, all'asilo mangiavo la colla e basta.

Dopo la macedonia di cui ho parlato sopra, finalmente mi appresto a salire sulla Torre dei Lamberti. 
Rigorosamente a piedi percorro quegli 84 metri in gradini perché sono troppo povera per spendere un euro e prendere l'ascensore.
No scherzo, è perché non avevo capito.













E' tutto talmente poetico e bello che non voglio dire nulla. 

Sono già le quattro e cammino velocemente verso il Museo di Castelvecchio.













Non so bene cosa aggiungere.
Ho una sfilza di parole in testa e ho deciso che siccome non riesco ad unirle in un discorso coerente ve le spiattellerò qui come appaiono nella mia mente.



Sarà banale e avete ragione a dirlo ma lo ripeto lo stesso:
Quanto è preziosa e meravigliosa la vita e quanto sono e siamo fortunati.


4 commenti:

  1. Ho rivisto Verona con i tuoi occhi ed è stato bellissimo.

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  2. Ciao Elena! Sono una tua nuova lettrice, ho scoperto il tuo blog giusto stasera e volevo farti i complimenti per questo stupendo post su Verona con tanto di splendide fotografie! Anche io ho un blog, ma ammetto che di foto così belle non riesco mai a metterne! E cmq confermo il fatto che Verona sia stupenda ^.^

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    1. Ciao Silvia, ti ringrazio tantissimo per queste belle parole! Sto dando un'occhiata al tuo blog proprio in questo momento e posso dirti che mi sembra di avere molto in comune con te! Ho anche lo stesso mobile di Maison du Monde, la Coiffeuse Joséphine, di cui parli nella tua wishlist ahah! E te lo consiglio, io l'ho comprato pochi anni fa e ne sono molto soddisfatta! Un abbraccio! :)

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