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Miss Gwyn

"Una luce è giusto uno spicchio di storia. Se c'è una luce che è come lei, ci sarà anche un rumore, un angolo di strada, un uomo che cammina, molti uomini, o una donna sola, cose del genere. Non si fermi alla luce, pensi a tutto il resto, pensi a una storia. Riesce a capire che esiste, da qualche parte, e che se lei la trovasse, quello sarebbe il suo ritratto?"
(Musée d'Orsay, Parigi, 2009)


Quando ero piccolina, la domanda più gettonata insieme a "ce l'hai il fidanzatino?" 
era "cosa vorresti fare da grande?"
Dieci anni dopo, mi mettono ancora in imbarazzo sia l'una sia l'altra domanda. 

Mi chiamo Elena Clara Maria e i miei genitori non hanno risparmiato sulle lettere. Ho diciannove anni ma solo su carta.

Questo blog è il mio tentativo di rispondere alla seconda domanda.
Ha iniziato a prendere forma nella mia mente mentre leggevo Mr. Gwyn di Alessandro Baricco. Il protagonista, Jasper Gwyn, è uno scrittore, un uomo che verosimilmente ama la vita, ma che tutt'a un tratto ha voglia di smettere. Forse di smettere di scrivere, ma la sua non è la crisi che affligge gli scrittori senza ispirazione. Jasper Gwyn sembra voler cambiare prospettiva, arrivare al nocciolo di una magia. Non vuole più scrivere romanzi: vuole scrivere ritratti.



"Di solito i ritratti si dipingono."
"Di solito."

Non potrei mai dipingere ritratti, le mie competenze pittoriche sono ferme agli omini stilizzati, ma non mi interesserebbe nemmeno poterci riuscire. 


"I quadri sono muti. 
Sono come persone che parlano muovendo le labbra, ma non si sente la voce e bisogna immaginarla. 
Io vorrei invece darle vita, vorrei scrivere ritratti."

Vorrei essere una sorta di Mr. Gwyn al femminile, una copista, ma non di atti notarili o di numeri; mi piacerebbe piuttosto copiare le personeRaccontare le persone che incontro come fossero storie. Raccontare chi sono o chi stanno cercando di essere. Raccontare chi sto cercando di essere.
Ricordare ad ognuno di noi, ad ogni lettore, che siamo tutti delle storie, che non siamo soltanto i personaggi che le popolano, ma anche i paesaggi che attraversano, i suoni che sentono, i colori che vedono, gli angoli di strada a cui si fermano, e che siamo tutte queste cose insieme. Ognuno di noi. Tutti pagine di storie che camminano e che si intrecciano in uno stesso libro. 
E vorrei tanto che questo blog fosse lo scaffale su cui potete trovarne una copia.

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